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16 settembre 2010 Il fitoplasma delle drupacee in Libano: una potenziale minaccia per tutti i Paesi del Mediterraneo?

La lotta al batterio Candidatus phytoplasma phoenicium è al centro di un progetto italo-libanese. Workshop il 25 settembre 2010 a Milano

Il fitoplasma delle drupacee in Libano: una potenziale minaccia per tutti i Paesi del Mediterraneo?

Il Libano è caratterizzato da un'agricoltura sempre alla ricerca di tecniche innovative per il suo sviluppo e per l'esportazione dei prodotti che rischia di essere pesantemente colpita da una malattia letale per mandorli, una delle coltivazioni principali del Paese, peschi e nettarine.

Questa malattia, causata da un batterio, Candidatus phytoplasma phoenicium, ha provocato la distruzione di più di 100.000 piante di mandorlo nell'ultima decade. La malattia è stata studiata da Avsi grazie ad un progetto finanziato dalla Cooperazione italiana, che sostiene da tempo progetti di sviluppo agricolo nella regione.

Il rischio rappresentato dalla malattia ha dunque aperto la sfida: sfida tecnica, per i ricercatori, sfida sociale ed economica, sulla qualità della vita degli agricoltori e dei consumatori, sfida ecologica sull'equilibrio del paesaggio e della biodiversità. Il mondo della ricerca e quello della cooperazione allo sviluppo, per un totale di 25 tecnici e ricercatori, hanno lavorato insieme per comprendere l'estensione della malattia, trovare strumenti di prevenzione all'epidemia e risposte per gli agricoltori. E' stata avviata una proficua partnership scientifica tra enti di ricerca libanesi (American University of Beirut, Lebanese agricoltural research institut, Université Saint-Esprit de Kaslik e Lebanese University) e italiani (Università di Milano e Università di Torino).

Il progetto, in un solo anno, ha coinvolto 551 frutticoltori, esaminato periodicamente 910 frutteti distribuiti in 430 villaggi appartenenti a tutte le 26 Caza libanesi. Il monitoraggio ha portato all'individuazione di circa 40.000 piante infette. La problematica è stata affrontata con metodo nuovo, 'integrato' tra monitoraggio in campo, ricerca in laboratorio e campagne di formazione/informazione, permettendo al progetto, a partire da un problema agricolo, di occuparsi della persona e della comunità che vive attorno al problema.

Su questo progetto, che ha il patrocinio della Società italiana di patologia vegetale e Associazione italiana per la protezione delle piante, si svolgerà un workshop sabato 25 settembre dalle ore 9,30 alle 13 a Milano, presso l'Università degli Studi di Milano - Palazzo Greppi, sala Napoleonica, via sant'Antonio, 12.